Antinflammatory therapy and cardiovascular risk: a consensus view

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D. Gatti *
S. Adami
B. Canesi
M.A. Cimmino
O. Della Casa
M. Del Tacca
C. Klersy
G. Leardini
P. Patrignani
L. Punzi
S. Bombardieri
(*) Corresponding Author:
D. Gatti | office@pagepress.org

Abstract

Fin dalla loro scoperta, circa 40 anni fa, i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) hanno rappresentato una delle classi di farmaci più utilizzate. Grazie a loro è radicalmente migliorata la capacità di controllare flogosi e dolore sia acuti che cronici. L’efficacia di questi farmaci, specialmente quando assunti cronicamente, si è sempre scontrata con un basso profilo di sicurezza specie a carico dell’apparato gastrointestinale superiore. Si stima che circa l’1% degli utilizzatori di FANS sviluppino lesioni gastro-duodenali importanti (sanguinamento e perforazione) per le quali si deve ricorrere a cure ospedaliere. Malgrado la bassa percentuale di rischio, la vasta diffusione d’uso degli antinfiammatori rende la gastropatia da FANS una causa molto frequente di ospedalizzazione e morte negli USA (1). Allo

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